mercoledì 9 marzo 2016

Progetto "Minerva"

Il Pallone Stratosferico "Minerva"

Il Progetto "Minerva" nasce da un' idea di fine corso degli studenti dell' Università di Tor Vergata 2013/2014 del Master in Sistemi Avanzati di Comunicazione e Navigazione satellitare, progetto in cui vede anche la collaborazione dei Radioamatori della Sezione Ari di Roma e l' Aeronautica Militare.

L' esperimento consiste nel lancio di un pallone Stratosferico che poterà in quota delle strumentazioni scientifiche, una delle quali per la misura del campo magnetico terrestre in atmosfera.

Il Pallone viene dotato di un sistema di comunicazione che trasmetterà 2 tipi di segnali durante il volo.
APRS AX 25 1200 Bps che trasmetterà telemetria e coordinate.
Ad di sotto dei 3000 mt l' Indicativo in CW "Minerv" in FM

La frequenza usata sarà in UHF 433.450, concessa all' Università in accordo con il Ministero della Difesa.
Il trasmettitore avrà una potenza di 1/2 W e utilizzerà un' antenna dipolo a V invertita alloggiata sotto il contenitore delle apparecchiature.
Rapporti di ascolto da inviare alla mail esperimento.minerva@gmail.com completi dei pacchetti APRS ricevuti.

Il pallone viene lanciato dall' Aeroporto Militare di Pratica di mare il giorno 25 Novembre 2014 intorno alle 12.50 ora locale.

 Ho seguito il pallone via APRS e poi inviato tutto via mail con la posizione ricevuta: 


E' seguita poi una bella QSL di conferma disegnata espressamente per l' evento.


IK0OZK Renato.

Common and Precious Beacon

Si tratta di un Bacon sperimentale "Pirata" che opera sulla banda dei 30 mt, frequenza 10.237.6 Khz modo CW con una potenza dichiarata di 5 W da JO62SK, dal calcolo del QTH Locator la sua posizione è la città di Aldershof nelle immediate vicinanze di Berlino.



Il messaggio che trasmette è il seguente:
"JO62SK 5 W Dipole JO62SK Common And Precious" 

Ho provato a fare qualche ricerca in rete ma le notizie non sono molte, il Beacon sembra essere in attività dalla primavera del 2015.

Durante le ore pomeridiane non è difficile ascoltarlo, in condizioni di buona propagazione sono riuscito ad ascoltarlo anche con il Tecsun PL660 e la sua antenna filare.

Il mio primo ascolto risale al 25 Agosto del 2015 intorno alle 18.00 Utc dal mio Qth in JN52WN in prov di VT
https://www.youtube.com/watch?v=DJVuEbXFhyo

L' ho ascoltato anche mentre ero in portatile/IT9 con il mio Rx portatile Tecsun PL-660 alle 16.53 del 25.09.2015
https://www.youtube.com/watch?v=G-OqqPplMXg

Altro ascolto fatto sempre in portatile dalla prov di VT da JN52XM Marta VT, sempre con il Tecsun 660 e la filare stesa sulla spiaggia del lago il 09.10.2015 alle 13.05 Utc.
https://www.youtube.com/watch?v=TYAlBVlzPOA

L' operatore del Beacon (Zazzle dovrebbe essere il suo nome) conferma l' ascolto con carta QSL.






martedì 8 marzo 2016

Espansione di Banda Rtx Yaesu FT-736r

Ampliamento banda VHF Yaesu FT-736r

L’ intenzione di questa modifica era in aria già da molto tempo anzi, più che un’ intenzione era diventata un’ esigenza vista la mia grande passione nel seguire le riflessioni del Radar di Graves. Credo che tutti conoscano questo bellissimo rtx per uso radioamatoriale, vecchio si, ma sempre molto valido, ho sempre seguito il Radar con il mio ricevitore ma mi domandavo continuamente se il 736 poteva essere modificato cosi da farlo scendere fino a 143 mhz, visto che originariamente il 736 copre solo la banda HAM e cioè la porzione 144-146 mhz. Ho cominciato a fare ricerche in rete, fino a quando una persona su una pagina FB mi ha indirizzato ad un sito di un OM Canadese VE6XT, il quale ha un bel sito con una vasta gamma di modifiche per il 736 compresa la modifica che cercavo !!!

La modifica è in se stessa molto semplice, la cosa complessa è che per eseguirla si deve togliere l’ unita vhf (VHF unit) posta nella parte superiore dell’ rtx. Ma vediamo tutto in dettaglio: il primo passo da fare è quello di rimuovere il coperchio superiore ed il 736 si presenterà in questo modo


Qui si potrebbe andare un po’ nel panico ma con pazienza tutto è possibile, non sono un tecnico quindi se ci sono riuscito io è una cosa alla portata di tutti, basta avere un po’ di manualità e la compagnia del nostro inseparabile saldatore !! La scheda da rimuovere è quella centrale quindi la prima cosa da fare è staccare tutte le connessioni, prima però se posso dare un consiglio segnatele tutte oppure come ho fatto io, fate delle foto che poi vi serviranno per il montaggio, una volta staccate le connessioni basterà togliere le 4 viti ed è fatta, una cosa: sui 2 lati dell’ unità da rimuovere ci sono 2 masse fatte con un conduttore rigido che si vanno a collegare alle unità laterali, siccome da una parte il conduttore è saldato sul contenitore di un trimmer, per evitare di riscaldarlo eccessivamente ho preferito tagliare il conduttore tra le due unità per poi saldarlo, operazione decisamente più semplice e funzionale.
Ecco la scheda una volta smontata:


Ora dobbiamo individuare una serie di diodi che si trovano dietro alla piccola scheda che si vede un alto collegata verticalmente, e dobbiamo individuare “D-25” uno spazio vuoto dove andremo a saldare un diodo 1N4148 rispettando la polarità come gli altri già presenti, in alternativa al diodo 1N4148 si può usare anche l’ 1N914 a questo punto il gioco è fatto, di seguito si può vedere l’ unità con il diodo aggiunto in D-25


2 cose:
 La modifica prevede ( qualora mancasse ) un diodo anche in D-27 ma nel mio caso c’ èra già, nella foto si vede anche un diodo in D-24 “ è stato un mio errore “ non ci va nulla e infatti l’ ho dovuto tagliare in quanto D-24 inserito toglie completamente i 2 mt. !!! Per le saldature ho preferito eseguirle seguendo la buona regola di staccare il saldatore al momento della saldatura ( non avendo una stazione saldante ) per evitare statiche. Una volta fatto non resta che rimontare tutto e accendere, la sezione VHF coprirà da 141 a 154 mhz sia in rx che in tx, nella foto seguente si può vedere il 736 sulla frequenza del Graves


Da prove che ho fatto posso assicurare che la modifica funziona perfettamente, riceve benissimo ed eroga altrettanto i suoi 30 W sulla gamma amatoriale, e lo stesso fa al di fuori, testato con carico fittizio.

Alcune riflessioni ricevute:


Buoni ascolti sul Graves

Renato IK0OZK

Preamplificatore per Antenna ad alta Induttanza

Terminata la costruzione dell' antenna ad alta induttanza era mio scopo utilizzarla con il ricevitore auto-costruito LNVA 20-24 .
Consultandomi con Renato Romero mi ha sconsigliato l' utilizzo di questo ricevitore associato con questo tipo di antenna e mi ha invece suggerito la realizzazione di un preamplificatore a basso rumore da collocare vicino all' antenna per poi essere tutto interfacciato al PC.
Questo preamplificatore monta un' operazionale del tipo OPG-27.

Schema:


All’ inizio volevo assemblarlo su una basetta millefori ma poi per fare una cosa più pulita ho pensato di realizzare il circuito stampato. Per questo mi sono rivolto all’ amico Mariano IW0DVV  anche lui molto appassionato di ricezione a frequenze molto basse, con l’ occasione vi invito a visitare il suo sito molto interessante “ Radioelementi" 

Mariano in poco tempo ha realizzato lo stampato ma non solo, avendo a disposizione i vari componenti ha praticamente assemblato tutto e me lo ha consegnato finito !!!

PCB:



Il preamplificatore assemblato e finito:


Come si può vedere è molto semplice e di facile realizzazione. Al momento il preamplificatore monta un’ operazionale di tipo TL 081 che verrà sostituito non appena arriverà l’ OP-27G.

Come già detto il preamplificatore va collocato vicino all' antenna, il tutto poi collegato all' ingresso della scheda audio del PC.
Come software consiglio l' utilizzo del famoso Spectrum-Lab di DL4YHF, è molto complesso ma sicuramente il migliore, in alternativa Spectran (che uso io) non a livello del primo ma ottimo.

Ancora una volta un ringraziamento a Renato Romero IK1QFK per i suoi infiniti consigli, e all' amico Mariano IW0DVV che si adoperato per la realizzazione.

Renato IK0OZK

Antenna ad alta induttanza per frequenze E.L.F


Dopo la realizzazione del ricevitore E.L.F il mio desiderio era anche quello di realizzare un’ antenna per questa porzione di banda molto bassa, ricordiamoci che in queste frequenze bassissime si parla di lunghezze d’ onda di km !!!
 Come sempre la rete offre molti progetti e come detto in altre occasioni il sito Vlf.it  si presta come una miniera d’ oro per chi è affascinato o chi si avvicina a queste frequenze, dopo una documentazione accurata un’ antenna ha colpito la mia attenzione, sia per la sua efficacia e sia per la sua fattezza.
 Si tratta di un’ antenna ad altissima induttanza o induttore, composto da una o più bobine avvolte con filo di rame smaltato ( solitamente da 0.2-0.3 mm ) che poi vengono montate su un nucleo in ferrite, sfruttando questi avvolgimenti possiamo avere a disposizione un’ elevatissimo metraggio di filo a disposizione.
 Ora però la nota dolente…. !!!!! La realizzazione di questa antenna è molto dispendiosa principalmente per l’ alto contenuto di rame che contiene e anche per il materiale che compone il nucleo, infatti in diversi progetti viene usato per il nucleo il “ Permalloy “ oppure il “ Mumetal “, questi materiali Hi-Tech sono oltre che non facili a trovare, anche molto costosi.
 Da qui il mio pensiero di abbandonare il progetto che tanto mi aveva affascinato, una realizzazione troppo onerosa per un semplice progetto a livello amatoriale, ma poi……la svolta !!!!
 Parlando con degli amici, viene fuori che uno di loro oltretutto presidente della sezione ARI di cui faccio parte, ha a disposizione alcune bobine provenienti da alcuni contattori Ghisalba per uso navale che giacciono da anni dentro una scatola nel suo magazzino e che volentieri me le mette a disposizione per la realizzazione del mio progetto.
 Altra nota positiva è stato un articolo apparso sui primi numeri di RR del 2014 a cura di Riccardo Rossi IV3NQS dove viene realizzata una di queste antenne, ma usando per il nucleo delle barrette di ferro dolce per saldatura da 1 mt e di facile reperibilità, ma soprattutto con un costo basso.
 A questo punto il mio progetto poteva partire, e le bobine impiegate saranno 8 di cui 4 più grandi e altre 4 leggermente più piccole.
Una volta avute a disposizione le bobine ne ho aperta una per vedere il suo interno e anche questo è andato a mio favore vedendo che era realizzata in rame smaltato con diametro credo di 0.3 mm, qui in foto:


La cosa che non ho potuto stabilire sono le spire di cui è composta ogni singola bobina.   Nella foto seguente le bobine impiegate:


Le bobine sono state tutte ripulite e, altra cosa secondo me ottima è che ogni bobina ha due morsetti laterali di inizio/fine avvolgimento, anche questi accuratamente puliti. In una ferramenta molto ben attrezzata ho preso le barrette in ferro ( costo 3 euro al kg ), spendendo con lo sconto del negoziante circa 20 euro.

Queste sono le barrette di ferro lunghe 1 mt:


Una volta preparate tutte le bobine, è stato necessario tagliare a misura le barrette ( le ho tagliate un poco più lunghe della lunghezza totale delle bobine messe insieme ) e poi altro lavoro di pazienza è stato quello di isolarle una per una usando una comune pellicola per alimenti ( 1 euro al supermercato )


L’ isolamento delle barrette ( sempre seguendo il progetto SDT su Radio Rivista ) comporterebbe 2 vantaggi: limitare le correnti parassite “ Correnti di Focault “ che andrebbero a compromettere la sensibilità dell’ antenna, e proteggere le barrette dalla corrosione e ruggine. Una volta terminato l’ isolamento ho cominciato ad assemblare il tutto e come si può vedere, l’ antenna comincia a prendere forma ( nella foto le barrette non sono ancora isolate )


La fase successiva prevede il collegamento elettrico delle bobine che ho collegato in serie:


Il passo successivo è stato quello di realizzare lo “Schermo” che andrà ad avvolgere l’ antenna, lo si può realizzare utilizzando anche una pellicola di alluminio, io nel mio caso ho utilizzato una retina metallica, la classica rete per zanzariere….anche questa dal costo irrisorio. Cosa importante è, che i due lembi dello  schermo che sarà avvolto intorno all’ induttore non devono toccarsi !! Io per ovviare ad accidentali spostamenti dello stesso ho collocato la rete tra due fogli di mille-bolle


A questo punto con un classico morsetto a “coccodrillo” ho collegato lo schermo, e successivamente ho avvolto tutto l’ induttore con i fogli mille-bolle, quello che segue è il risultato:


A questo punto avremo tre fili che fuoriescono dall’ induttore, 2 provenienti dal collegamento delle bobine e 1 dello schermo, vedremo tra poco come collegarli.
E’ arrivato il momento di mettere tutto dentro un bel contenitore che preserverà l’ antenna specialmente per eventuali trasporti, e per questo ho utilizzato un tubo in PEHD usato per idraulica del tipo a "innesto” nel mio caso con un diametro di 125 mm e intestato con due tappi specifici per questo tubo ( costo 20 euro ).


Per il collegamento ho usato un vecchio ( ma bellissimo ) connettore surplus che avevo da molto tempo in un cassetto, con i suoi 3 contatti si è prestato benissimo al mio scopo, usando 2 contatti per l’ induttore e uno per lo schermo.


Visto che mi trovavo nel pieno del lavoro ho voluto aggiungere per varie eventualità anche delle connessioni aggiuntive quindi un connettore SO-239 dove ho sempre collegato l’ induttore, più un connettore RCA per lo schermo.


Nella foto seguente si possono vedere i vari collegamenti tra induttore, schermo e connettori.


Una volta terminate le varie connessioni ho verificato con il tester i vari contatti e finalmente ho chiuso tutto, l’ antenna finita si presenta cosi.


L' antenna è terminata, appena possibile inizierò a fare i primi test in aperta campagna, eventuali esperienze sul campo saranno pubblicate.

Ora sono doverosi alcuni ringraziamenti:

A Stefano IK0NSY che mi ha messo a disposizione le bobine.
A Renato Romero IK1QFK che mi ha seguito e supportato passo passo  per tutto il lavoro, rispondendo tempestivamente alle mie numerose mail, suggerendomi preziosi consigli, e fornito lo schema per la realizzazione del preamplificatore.

Renato 
IK0OZK

Stazione Squeaky Wheel

The Squeaky Wheel


La stazione Squeaky Wheel è una delle tre stazioni “gemelle” Russe, insieme alle altre due, The PIP e la più famosa The Buzzer.
Sicuramente meno conosciuta e meno pubblicizzata rispetto alle altre ma non per questo meno interessante.

Se ne ha notizia dal 2000 e per il suo “marker” di frequenza simile ad una ruota cigolante viene soprannominata “Ruota Stridente”, il suo tono è rimasto uguale fino al 2008 poi è cambiato, attualmente il suo marcatore è composto da 2 toni intermittenti, il primo dei quali più corto rispetto all’ altro. Analizzando il suo segnale con un’ apposito software (in questo caso Spectran) quello che osserviamo è questo:


Questa stazione come il P.I.P utilizza due  frequenze diverse, 5.473 Khz durante il giorno, mentre di sera si ascolta a 3.828 Khz, si legge che è stata anche ascoltata su altre frequenze: 3.650-3.815-5.474-5.641 Khz, ma ad oggi io non ho avuto modo di ascoltarcela,
il modo di emissione è in J3E modulazione a banda laterale singola con soppressione della banda superiore (USB).
Anche Squeaky Wheel ha una designazione Enigma con identificativo (ID) S-32, dal 2000 al 2005 il suo ID fu cambiato con XSW.
La sua locazione è data come Rostov, ma anche qui, come per le altre due stazioni, non c’è una conferma sicura.
Come già detto e come ho potuto modo di vedere, questa stazione è meno nota rispetto altre e infatti cercando in rete, le notizie sono davvero poche.
Squeaky Wheel tuttavia non è meno interessante delle altre (almeno per me), e anche questa stazione a volte interrompe il suo marcatore per lasciare spazio ad un messaggio cifrato che viene letto da un’ operatore (maschile o femminile) in lingua russa e composto da una serie di numeri e nomi.
Anche per Squeaky Wheel riuscire a “catturare” un messaggio non è cosa facile, necessitano ore di ascolto e anche un po’ di fortuna, io stesso ho dedicato molte ore di ascolto ma alla fine sono stato premiato.
Il 22 Gennaio del 2016 alle 16.34 Utc sono riuscito a registrare un messaggio ma causa scarsa propagazione la registrazione è stata pessima e si ascoltava a fatica la voce dell’ operatore……una delusione totale !!!!
Pochi giorni dopo, il 27 gennaio 2016 alle 16.52 Utc tutto è stato perfetto, messaggio registrato perfettamente.
A questo link potete vedere un video realizzato dall’ amico (Alessio Proietti I0412-RM che ringrazio), nel quale è contenuto il file audio del messaggio trasmesso:


In questo video si ascolta invece solo il marcatore, la "Ruotina Cigolante" a 3.828 Khz.


Poco tempo fa sono stato messo in contatto con Ary Boender, editor del sito N&O (Numbers & Oddities) al quale ho inviato tutti i file audio dei vari messaggi trasmessi da Squeaky Wheel, PIP e UVB-76 che ho registrato, con mia grande sorpresa, Ary mi ha risposto dicendomi che tutto il mio materiale è di grande interesse ed è stato inserito nell’ archivio del sito che è seguito da appassionati di tutto il mondo.


Renato IK0OZK

Ricevitore JRC NRD 91

Ricevitore JRC NRD-91
Un' Anziano di tutto Rispetto


 Era un pò di tempo che stavo pensando di prendermi un' altro ricevitore, pur essendo un forte estimatore della nota casa nipponica del sol levante la mia scelta si era orientata inizialmente sui ricevitori Watkins & Johnson, e a tal proposito mi si presenta una bella occasione per un HF-1000, occasione poi andata in fumo per il fatto che il proprietario avrebbe voluto in cambio il mio ricevitore jrc 545dsp, continuando la ricerca ho poi desistito per il fatto sia dei prezzi esorbitanti, sia perché i ricevitori che vedevo si trovavano sparsi tra Europa e America.
 Casualmente, vuoi per coincidenza, vuoi per il richiamo del marchio made in Japan  leggo un’ annuncio di vendita e tra le varie cose un ricevitore JRC NRD-91, ma la cosa ancora migliore è, che la persona è un mio amico radioamatore e di conseguenza sapevo di andare sul sicuro !! E dopo una breve riflessione non ci ho pensato due volte e ora questo bellissimo ricevitore alloggia nella stazione.

Scheda Tecnica:

Sulla gamma di copertura ho riscontrato qualcosa che non torna, i 90 khz iniziali in effetti non sono (fortunatamente in questo caso) veritieri, ruotando il vfo si scende ancora e non di poco, come si può vedere si arriva fino a 1.5 khz


Non ho ancora potuto fare prove certe al di sotto dei 10 khz non avendo frequenze campioni o un generatore di segnale ma, si riceve benissimo il DCF 77 a 77.5 Khz e le Alfa Russe a 11 e 14 Khz.
Vediamo il Ricevitore da vicino, vista frontale:


Se siete abituati ad apparati dalle 1000 lucine colorate, tasti multifunzione ecc questa radio non fa per voi, qui c’è poco….c’è tutto quel poco che serve, persino lo S-meter non è illuminato, anche se in commercio si trova un kit dedicato ad illuminarlo. Sulla sinistra  in alto troviamo lo S-meter, il Dimmer per regolare la luminosità del display a 6 cifre e i selettori “Mode” per commutare i modi SSB,CW,DSB,AUX  e Bandwidth per selezionare i filtri IF, 6 Khz a cristallo AM, 3 Khz SSB meccanico, 500 Hz CW meccanico, nella parte inferiore sempre da sinistra troviamo: il selettore Meter per le 2 scale S/Db, presa speaker e cuffie, manopola del selettore di banda seguita dalle 2 più piccoline del BFO e Clarifier, manopola di sintonia con tasti up/down e tasto lock, comando AF gain, attenuatore -20 db, ACG, filtro reject OM 525/1605 Khz e comando on/off.

Il pannello posteriore:

2 prese di alimentazione AC/DC con relativi fusibili, presa accessori, morsetto di terra, e connettore SO 239. Qui mi sono permesso di fare una modifica vista la mia totale antipatia per i connettori PL, ho infatti rimosso l’ SO 239 e sostituito con un N da pannello.

Esternamente si presenta cosi:


Non esteticamente il “top” ma essendo nato per alloggiare all’ interno delle consolle va più che bene. E’ disponibile un case in metallo come si può vedere nella foto successiva ma, non facile da trovare e dal costo (da quello che ho visto) pari al valore del ricevitore…
Foto indicativa fonte Web:


L' interno del ricevitore:



Che dire…..ormai abituati a vedere componenti miniaturizzati, qui si osservano condensatori, resistenze, potenziometri ecc… tutto alla vecchia maniera. La struttura è la classica JRC a moduli, tanto spazio, accesso facile e rapido ovunque, una vera bellezza. Questa tipologia di costruzione è stata haimè !!! abbandonata nell’ ultima versione di rtx per uso Ham ossia il 245 e di conseguenza ho sudato 7 camice per installare l’ unico filtro cw mancante, praticamente ho dovuto smontare per intero l’ rtx !

La targhetta con i dati del ricevitore, come si legge è datato Settembre 1988, seguono poi peso, numero di serie e modello.


Una piccola particolarità, il marchio JRC è presente anche nella parte interna delle 2 maniglie 


Se non si è abituati con l’ orecchio a queste radio la prima impressione che si ha quando si accende è che il ricevitore sia sordo o addirittura rotto ma non è cosi, è silenziosissimo….un vero spettacolo !! Ruoti il vfo e all’ improvviso…..ecco il segnale che ti fa sobbalzare dalla sedia, il ricevitore non ha un’ altoparlante interno, va quindi abbinato ad un suo speaker esterno o una cuffia. Nel mio caso ho abbinato lo speaker di linea del 245, l’ NVA 319 e l’ audio che ne esce fuori è un vero spettacolo, qualsiasi cosa si ascolta per l’ intera banda per cui è stato progettato, bande amatoriali, broadcasting, stazioni Utility  ecc. Nonostante abbia in stazione un ricevitore dalle caratteristiche più performanti e con DSP vi garantisco che ascoltare con questa radio ha un fascino “Diverso”. Insomma un vecchio Signore che merita sicuramente tanto rispetto.
Usando questo ricevitore una domanda mi è sorta spontanea, una domanda o più una curiosità a cui non sarà possibile dare una risposta:
Dove, questo ricevitore avrà prestato il suo onorato servizio ?

Renato IK0OZK